29 luglio 2018

Poesia e mondo erotico: quale rapporto?

L’intensità di un esperienza ha spesso un valore mistico, il quale traspare in molti romanzi a sfondo erotico. In questo contesto artistico, la poesia viene messa ai margini? No, perché anch’essa nell’erotismo ha cercato e cerca l’illuminazione che renda intensa l’esperienza. E parliamo ovviamente di un erotismo delicato, che verte sul sentimento, più che sul sesso vero e proprio, come avviene in un film o in un telefono erotico, dove il sesso puro la fa da padrone, sempre.

Per esprimere in che modo il modello universale che caratterizza l’essere umano sia coinvolto in momenti di tale intensità emotiva, la sola narrativa erotica non bastava; ci voleva qualcosa che riuscisse a riassumere in poche righe tale intensità, rendendo sia colui che scriveva che il lettore intimamente coinvolti nell’espressione delle emozioni. Ecco allora il perché della poesia erotica: un breve tragitto che conducesse l’essere umano verso spazi infiniti, approssimando l’impatto emotivo del momento stesso.

Nel contesto contemporaneo, la funzione di una poesia è quella di rendere meraviglioso qualsiasi concetto che si esprime, e per raggiungerlo non si esime ad utilizzare concetti come disorientamento, allusione e frammentazione.

Poeti del passato e contemporanei che nelle loro opere hanno utilizzato la forma ed il linguaggio erotico, hanno aperto lo scrigno e scoperto che l’incontro sessuale è un mezzo per creare nuovi sogni di indubbia bellezza. Durante lo svolgimento dell’atto sessuale, assume centralità la bellezza che scaturisce dalla consapevolezza. I sensi del lettore vengono ridestati e scossi dalla dizione utilizzata dal poeta. Il fine è uno soltanto: ricreare la sensazione di questo momento elevato, mettendo in campo una persuasione che è più emotiva che razionale.

Siccome le emozioni sono soggettive ed interconnesse alle profondità più intime della personalità umana, rendere efficaci e sensate non è un esercizio di stile semplice, anzi a volte può essere spaventoso nell’ambito dell’esperienza stessa. Ognuno nasconde dentro di sé un individuo censore, il cui scopo è quello di proteggerlo dalle emozioni. In che modo? Mantenendo sepolti nel profondo i segreti più inconfessabili. Una prigione e un limite, che rendono spesso difficile la ricettività alle improvvise intuizioni della poesia. Quando il velo che separa l’io razionale da quello primitivo viene trafitto, dal foro creatosi il poeta erotico riesce a penetrare per scoprire la natura dei segreti più nascosti.

Trattare il mondo erotico per i poeti equivale ad un gesto quasi simpatico, in quanto farlo fa parte della materia prima di cui è composta la poesia. Anche in questa tematica, due doveri devono restare sacri al poeta: lessico e capacità linguistica in buona forma, nonché cercare l’illuminazione nell’esperienza. Nell’esecuzione di questo secondo dovere, i poeti si rivolgono a ciò che è il momento catartico della società in cui vivono.

Ahimè, manca però la tradizione storica che fa della poesia erotica un genere distintivo. Colpa anche della censura, la quale non ha risparmiato l’utilizzo di parole poco inclini alla morale comune, trasformando i poeti erotici all’occhio del grande pubblico come oscuri ed offensivi. Questo perché trattare l’erotismo nella poesia non rispecchia la delicatezza e sottigliezza tipiche in essa, depersonalizzando anche la stessa esperienza erotica.

Cos’è una risata se non una presa di distanza da un argomento che potrebbe essere fastidioso? Per questo, in questo contesto, il sesso può diventare minaccioso. Una risata implica che è stata stabilita una distanza di sicurezza tra il lettore e l’esperienza sessuale, sia che essa abbia origine dall’imbarazzo o dalla denigrazione. Ecco perché quasi tutta la poesia erotica è divertente, e quando i poeti cercano di parlare in modo serio di sessualità, si parla di poesie d’amore.

In fondo, argomentare sull’erotismo non è né moralmente sbagliato e tanto meno imbarazzante: esso è ben presente nella società odierna, radicato in ogni suo aspetto. Perché allora non esprimerlo sotto forma poetica?